Neopaganesimo

Che cos’è il neopaganesimo?

 

Il neopaganesimo è in primo luogo un insieme di filosofie di vita, ma anche di correnti spirituali e religiose. Pur presentandosi in modo eterogeneo, esiste anche un bagaglio di principi, pratiche e festività comuni a tutte le religiosità neopagane. Allo stesso tempo al pari di altre religioni come il buddismo o l’induismo, fatto salvo un nucleo comune, gli accenti possono variare da corrente a corrente.

 

I tre principi del neopaganesimo

Nel neopaganesimo convivono diverse filosofie al cui nucleo è possibile individuare tre principi che possono essere condivisi dalla quasi totalità dei neopagani:

1) Amore e Affinita’ con la Natura. Reverenza nei confronti della forza vitale e dei suoi cicli di morte e rinascita che perennemente si rinnovano.

Il neopaganesimo è una religione della Terra, il divino è presente nella Natura e in ciascuno di noi. Questo può essere chiamato panteismo: il Divino è ovunque.

2) Un’etica positiva in cui l’individuo e’ responsabile della scoperta e dello sviluppo della propria autentica natura in armonia con l’ambiente esterno e la comunita’. Questo principio e’ spesso indicato dall’espressione “Fa’ cio’ che vuoi, finche’ non danneggi nessuno”.

I pagani non hanno un sistema complesso di comandamenti, ma insegnano che dobbiamo esaminare la nostra condotta alla luce di questa semplice meta-regola: se non danneggia nessuno, si può fare. Chiediamo a noi stessi, “Che impatto avranno le mie azioni sugli altri? Causeranno sofferenza o danno? Posso fare questo, prendere questo, dire questo senza danneggiare altri esseri umani, altre specie, il pianeta stesso?”

3) Il riconoscimento del Divino che trascende il genere e di cui si riconosce altresi’ sia l’aspetto femminile sia quello maschile.

Il Divino è rappresentato sia in forme femminili (Dee) che in forme maschili (Dei), ma comprendiamo che è anche oltre le limitazioni del genere. Si è reso manifesto attraverso molteplici divinità in luoghi differenti e in tempi differenti. Nessuna divinità può esprimere la totalità del Divino. Questo può essere chiamato politeismo. Gli dei sono molteplici. Politeismo significa che possiamo rispettare gli Dei degli altri e riconoscere in loro un altra splendida manifestazione della forza divina.

Gli Dei e il Divino

Esiste inoltre una regola non scritta per cui per la maggioranza dei neopagani si ispirano a divinità e simboli che provengono dalle antiche culture dell’Europa (Celti, Romani, Germani, Greci, ecc.), dal resto dell’area mediterranea (Egitto, ecc.) e dal Medio Oriente (Sumeri, Babilonesi, ecc.) e che in qualche modo hanno influenzato la tradizione occidentale. Questo non significa che essi non rispettino divinità di altri pantheon o non possano rapportarvisi occasionalmente o in modo continuo.

Il neopaganesimo insegna che non c’è solo un modo giusto di onorare il Divino. Ci sono modi molto differenti di adorare gli Dei o di rapportarsi ad essi, ma noi non facciamo guerre di religione nel nome degli Dei. I nostri Dei hanno una visione più ampia e cercano di portarci verso di loro attraverso un processo di comprensione individuale, non di imporre agli altri altre ridicole dottrine o interpretare in modo letterale ciò che è stato scritto per essere compreso in un’ottica simbolica.

I vari politeismi pagani sono religioni di tolleranza. Una sacerdotessa dei popoli del Nord che è stata conosciuta nella storia come Sigrid l’Orgogliosa spiegava ai missionari cristiani che cercavano di convertirla:

Io non devo lasciare la fede che ho avuto e quella che hanno avuto i miei antenati prima di me; d’altra parte, non faccio alcuna obiezione alla vostra fede nel Dio che più vi aggrada.

 

Festività

I neopagani si riconoscono nelle festività della ruota dell’anno, ovviamente con differenti approcci. Si tratta comunque di otto festività, parte del calendario agricolo, che sono entrate a vario titolo nel calendario religioso e civile dei popoli dell’Occidente. Tra queste ci sono i solstizi e gli equinozi e le feste dei mezzi – quarti stagionali. Questi eventi astronomici e i mezzi quarti cadono in giorni precisi, ma i giorni esatti della celebrazione possono variare leggermente a seconda della corrente e cadere attorno alla data astronomica del solstizio o dell’equinozio o attorno al giorno intermedio tra queste festività.

1 novembre – Festa dei Morti, Halloween, Samhain – E’ la festività più celebre. Si celebrano gli avi e gli spiriti ancestrali. La riunione con coloro che sono dipartiti e che in questa notte sono liberi di riunirsi ai loro cari. E’ una festività entrata nel calendario liturgico ed è anche festività civile.

21 dicembre - Solstizio d’Inverno, Yule, Sol Invictus, Alban Arthan – Si festeggia la rinascita del Sole nella notte più oscura dell’anno. Nel calendario liturgico è entrata la festività del 25 dicembre che è anche festività civile.

1 febbraio - Candelora, Ibolc, Oimelc, Brigantia, festa di Brigid - Festa della luce, delle candele, rigenerazione della Natura.   

21 marzo - Equinozio di primavera, Alban EilirOstara –  Inizio della primavera, rinascita della vita e della Natura.

1 maggio – Beltane, Calendimaggio –  Si tratta di un’antica festa della fecondità, dai più disparati simbolismi, celebrazione delle nozze Sacre, incoronazione della Regina di Maggio. Festa del lavoro nel calendario civile.

21 giugno – Solstizio d’estate, Litha, Mezzestate, Notte di San Giovanni - Si celebra l’inizio della stagione del raccolto. Trionfo del sole ma anche inizio del suo decadimento.

1 agosto - Festa del Raccolto, Lammas, Litha, Lughnasad – E’ la più antica festa del raccolto. Tempo della mietitura, si celebrano i frutti della Terra. Si suggellano patti. E’ una festa nazionale in Svizzera.

21 settembre - Equinozio d’Autunno, Mabon, Alban Elfed - E’ il momento in cui la natura si ritrae. Vendemmia. Fine raccolto. Entrata nella fase oscura dell’anno.